Ghana - 15 Luglio, 17 Agosto 2003Diario di Viaggio |
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Mercoledì 30 Luglio
Giornata tranquilla, sono esattamente 15 giorni che siamo qui.
Stamani solita menata, solo che mentre stavamo andando via dal "worksite"
o "arbeite" che dir si voglia è arrivato il camion con la terra
così domattina c'è da spalare sul serio. La nota (non so se positiva
o meno) è che io e Davi siamo di turno in cucina. Il problema è
che stasera (quando siamo tornati da Kumasi dove abbiamo gironzolato nel grande
mercato senza comprare niente, dove abbiamo mandato varie e-mail a casa e dove
abbiamo cenato, in un posticino segnalato dalla guida, "pizza" e patatine
fritte) abbiamo saputo che Lady Cha ha beccato la malaria e domattina non si
sa che fare per cucinare. Speriamo in Small Boy.
Comunque al mercato un sacco di gente e un sacco di chiacchierate, "scrivimi!"
e ti danno l'indirizzo. Cartoline da Firenze per tutti!! Stoffe Kente solo un
paio di banchini mentre le altre veramente tante.
Giovedì 31 Luglio
"Good Morning, Agona! Siamo di nuovo qui dagli studi della Agass School
per darvi qualche news dal campo della Volu. Due nuovi casi di malaria, un'indigena
(Lady Cha) e la francese. Nulla di grave comunque per nessuna delle due".
Ieri giratina per Kumasi, io e la Fra da soli, e in due in effetti si gira meglio,
perchè due obroni attirano meno di 6...
Nulla, via, c'ho sonno...
Domenica 3 Agosto
Succedono cose strane, qui in Africa.
Può succedere di capire che per una doccia può bastare un solo
secchio d'acqua, perchè anche le piccole cisterne sono vuote.
Può succedere di mangiare per quindici giorni la peggio roba ai bordi
delle strade e vivere benissimo, e approdare un giorno in un ristorante quasi
di lusso, e beccarti un'intossicazione alimentare.
Può succedere di essere ricoverato per la prima volta nella tua vita
in ospedale, e di farti la tua prima flebo, e pensi "Ma cazzo, proprio
in Ghana!"
Può succedere di andare via per il week-end per vedere il santuario delle
scimmie, e vedere solo la tua stanzetta d'ospedale, dopo aver rivisto innumerevoli
volte il mezzo pollo che avevi già visto la sera prima nel tuo piatto,
croccante ed invitante.
Può succedere che mamma Africa decida di punire la tua voglia di sentirti
occidentale e ricco, e che dopo aver speso 200.000 cedis per camera e cena,
il giorno dopo lo passi implorando una flebo contro la disidratazione e qualcosa
per smettere di vomitare,e che, siccome effettivamente sei occidentale e ricco,
ti puoi permettere anche di pagare la stessa stanza alla tua roba, che ti sta
aspettando mentre te sei in ospedale.
Insomma, si sarà capito, fine settimana un po' movimentato.
Il programma era: visita al santuario delle scimmie e cascate di Kentampo.
Albergo da sogno dopo due settimane di campo, letto infinito, aria condizionata,
controcazzi, e ristorante annesso. Una goduria che non vi dico, ci siamo sentiti
rinascere. Se non che, il batterio era in agguato. Così, la mattina dopo,
dopo 3 o 4 vomitate..."Scusi, c'è mica un ospedale?" Morale:
test della malaria (negativo), interminabili fogli da riempire con cacca al
culo e
succo gastrico alla bocca, e tutto il corpo che sta cominciando a intorpidirsi
per la disidratazione (veramente una brutta sensazione, credeteci, ti si rattrappiscono
le mani e non riesci quasi ad aprirle). Logica conseguenza: sdraioni su un lettino
con una gentile infermierona nera che ti piazza 12 metri d'ago per la flebo.
Se non chè, nel frattempo rivomito, quindi decidono di ricoverarmi.
Panico (soprattutto della Francy).
Fatto sta che mi sono dovuto sorbire una notte in ospedale, due litri due di
fisiologica, 3 iniezioni di antibiotico, e diverse ronde delle infermiere.
Comunque l'ospedale è pulito, usano sempre siringhe nuove, i guanti di
lattice... non male, in verità.
E, in verità, mi sono fatto la migliore dormita degli ultimi 15 giorni.
E' un'esperienza anche questa...
Ah, tornati ad Agonà, scopriamo che ora la malaria ce l'hanno in 8 (ma
nessuno sta male. Ma non la potevo aver presa anch'io, che sono l'unico ad essere
stato male?!).
Lunedì 4 Agosto
Fatto: lo shock culturale esiste! Pensavo fosse una paturnia, invece esiste.
E' diverso essere qui a "vivere", praticamente, invece di essere un
semplice turista. Il turista (o viaggiatore, o come dir si voglia, ossia noi
nei passati viaggi) guarda affascinato ogni differenza tra la propria cultura
e la nuova cultura, a noi molte differenze cominciano (anzi, alcune hanno già
cominciato) a dare fastidio.
Comincia a volte a dare fastidio il fatto che non puoi fare due passi senza
che ti chiamino obroni, o che ti attacchino bottone di continuo.
Comincia a dare fastidio la fisicità dei ghanesi, a cui non siamo abituati.
Ti danno la mano, e se la tengono per 10 minuti, magari anche passeggiando,
come due fidanzatini (anche uomini).
Dà fastidio il fatto che nulla mai sia puntuale, neanche le cerimonie
ufficiali.
Dà gia molto fastidio il fatto che ti chiamino continuamente con il tuo
camp-name, senza un motivo, quando passano nel raggio di 100 metri, continuamente.
Stai gia odiando da un pezzo la loro mania di tenere il volume di qualsiasi
cosa al massimo, TV, radio, voce anche, e non importa se il suono è distorto,
l'importante è che sia a tutto volume.
Così come il fatto che in un viaggio in pullman di 4 ore, cantino e suonino
i drums per tutto il tempo, sfondandoti i timpani.
In compenso ci sono mille altre cose che ti lasciano esterrefatto. La bambina
(di una decina d'anni) che si innamora dei tuoi capelli (soprattutto quelli
della Fra), che in realtà piacciono a tutti, e che ti guarda e ti tocca
estasiata e meravigliata le braccia, e le confronta con le sua perchè,
ti confessa, sei il primo bianco che vede, e le piace la morbidezza della pelle.
E allora le fai una foto con i capelli della Francy che le cadono sulla testa,
gliela mostri nella digitale, e le prometti di spedirgliela quando torni a casa,
tanta era la sua gioia (ci ha abbracciato per un quarto d'ora).
E da quella foto ne ho dovute fare altre 5, perchè via via tutti vogliono
una foto (adulti compresi, quelli che ti stanno facendo provare i loro propri
abiti tradizionali da cerimonia).
E una bambina piccolissima, che per strada si abbarbica alle gambe della Francy,
poi guarda bene David, e scoppia in un pianto disperato, andando a rifugiarsi
tra le braccia di Sven, mentre tutto il paese scoppia a ridere.
In che strano posto siamo...
Ah, per la cronaca, i casi di malaria sono passati a nove. L'ultimo caso si
è così scansato la cerimonia di chiusura del campo di stamani.
Ve la descrivo brevemente: un mattone di 3 ore (cominciato con un ritardo di
2), celebrato dalla cream della cream di Agona, tutti rivestiti, uno con l'ombrellone
nero simbolo di potere: uno show, un teatrino, uno dei tanti, che comincia a
venirci un po' a noia. Da segnalare il successivo rinfresco: 3 biscotti 3, e
una coca. Ribadisco, che strano posto è questo. Avranno speso un secchio
per noleggiare i palchi, le sedie, gli stereo, e poi ci danno tre biscotti!
Io non ne posso veramente più di questo cibo di merda. Ho deciso
di fare lo sciopero della fame e non mangerò niente! Solo il pensiero
di yum, plantain, kenkey o cos'altro, mi ripugna! Fra
Eh, ragazzi, roba dura davvero. Qui ci sono 3-4 piatti, e hanno tutti lo stesso
sapore e la stessa consistenza! Kenkey, banku (che è identico al kenkey),
riso jollof, spaghetti alla ghanese (che in realtà sono l'unica cosa
che si salva). Se scappi in città, ti puoi rifugiare in riso e pollo,
o omelette. Buoni, ma a lungo andare... Sto veramente impazzendo! Cosa darei
per... che ne so, una fettina di salame!
Vorrei ora annotare questo simpatico aneddoto.
Notte, una come le tante (praticamente tutte). Mi sveglio per una qualche ragione
(pipì? gallo? radio accesa?), mi giro verso la Francy, la guardo... ed
è nera!! E spesso non è nemmeno lei!!! E allora penso "Oddio,
e questa che ci fa nel letto, cos'è? Uno gemellaggio?" Poi la guardo
meglio, e diventa la Checca, ma rimane nera! E il brutto è che non è
un sogno, la guardo davvero! E ancora più brutto è che la stessa
cosa accade a lei!!! Mah! Sarà che vediamo più gente nera che
bianca? Ma va?! E non stiamo neanche prendendo il Lariam...
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