Ghana - 15 Luglio, 17 Agosto 2003Diario di Viaggio |
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Martedì 12 Agosto
Non se ne può più!
Si vuole andare a casa! Questo è quello che gira nella mia testa ormai.
Oggi altra giornata stancante. Il tempo è stato brutto ed abbiamo deciso
per un'esursione ad Elmina, dove abbiamo visitato il castello con visita guidata.
Bello ma, come tutto del resto, poco tenuto e curato, comunque siamo stati proprio
stronzi noi europei, in questo caso in particolare gli olandesi, i portoghesi
e gli inglesi.
Usciti dal castello abbiamo incontrato un ragazzo che ha cominciato a farci
da cicerone. Abbiamo subito sottolineato che non avevamo bisogno di una guida
ma lui non era interessato al denaro. Ci ha portato a vedere due o tre shrines
(vedi indietro: altarini), che stavolta erano dei palazzini con statuette di
europei e di capi locali sulla terrazza e sul tetto. Abbiamo incontrato un sacco
di bambini e 3 o 4 di loro si sono attaccati alla mia mano perchè non
avevano mai visto un bianco, mi hanno guardato da vicino e toccato per circa
5 minuti buoni finchè non siamo dovuti andare. Mi piacciono questi bambini
disinteressati e curiosi. Nel villaggio dove siamo ora molti ci hanno già
chiesto soldi! Questi bambini qui non mi piacciono affatto. Poi abbiamo preso
un tro-tro scassatissimo per Cape Coast e anche lì abbiamo visto il castello
ma senza guida. Bello ma forse quello di Elmina è meglio. Giro per Cape
Coast... Anzi, prima ha iniziato a piovere e quindi (erano praticamente le 4,00)
abbiamo pranzato.
Dicevo: giro per Cape Coast, abbiamo comprato uno shampoo perché siamo
senza, 3 paia di mutande per Davi e 4 metri di stoffa da regalare. Erano già
le 6,00 e quindi abbiamo preso un tro-tro per tornare al nostro "albergone".
Mentre aspettavamo di partire, ci siamo spruzzati il nostro puzzolentissimo
repellente e una signora ci ha chiesto se glielo potevamo regalare. Ok, tanto
ne abbiamo ancora quasi un litro! Scesi all'incrocio che ormai era buio abbiamo
preso un taxi. Il tassista ci ha chiesto 10.000 cedis perchè era tardi
e quando tornava indietro non portava nessuno. Eravamo in 4, 2 italiani e 2
ghanesi, solo che quando i nostri 2 compagni sono scesi hanno pagato 1500 cedis.
Perchè? E' ciò che abbiamo chiesto al tassista truffatore. E lui:
è una "sister", è povera etc. Si insomma, siamo obroni
ma non siamo stupidi, e tu non sei onesto. Lui rideva e diceva no, no! Paraculo!
Comunque abbiamo cenato con 3 omelettes, 2 porzioni di pomodorini e 2 di pane
tostato. Domani ce ne andiamo da qui, mi sa che ci dirigiamo a Cape Coast dove
c'è un hotel segnalato dalla guida con bagno in camera e discreta pulizia.
Tanto se il sole non c'è che ci stiamo a fare qui?
Fra parentesi dovrei pure lavare ma senza sole non si asciugherebbe nella comunque.
Fra
Allucinante! Il tragitto dal Mole N.p. a Brenu in un solo giorno è
a dir poco allucinante. Per fare circa 700 Km ci abbiamo messo un giorno e mezzo.
Arrivati a Tamale, abbiamo preso il bus della KTS delle 5, che chiaramente è
partito alle 18,30. Ha cominciato a fare buio poco dopo, e la notte è
calata, presto come sempre, solo che questa notte l'avremmo vista tutta!
Le prime ore, a parte la scomodità di quel carro bestiame chiamato autobus,
sono passate piuttosto bene, intento a guardare fuori un paesaggio surreale.
Villaggi di fango, privi di luce elettrica, deserti, illuminati dalla luna quasi
piena e da qualche piccola lanterna ad olio. Che strano deserto, questa notte
ghanese con la luna piena!
Con lo scorrere del tempo il sonno ha però cominciato a prendere il sopravvento,
così come la Francy, che nelle suo ronfate di persona di statura adatta
agli striminziti seggiolini della KTS, mi usurpava un po' di seggiolino. E io,
povero bianco troppo alto per quella scatola di sardine, non trovavo posizione.
Le scelte erano queste: o dormire, appoggiando la testa indietro, e quindi trucidare
le gambe che non entravano, oppure far vivere le gambe, sacrificando la testa,
nonchè il culo, che si informicolava ogni 10 minuti. Ad un certo punto
non sapevo più dove battere la testa, ma nel vero senso della parola!
La fronte l'avevo battuta provando a dormire appoggiando la testa al durissimo
sedile davanti, i lati anche provando a stare appoggiato su una mano, tutta
la testa cadendo sulla signora sul sedile a fianco quando quel pazzo dell'autista
prendeva una curva un po' più veloce dei consueti 130 all'ora.
La scena globale sul bus era questa: buio (niente luci accese), gente che dormiva
nelle peggio posizioni (una riversa su un palo orizzontale modello panno steso
ad asciugare, con le braccia e la testa penzoloni), sporco, umido (diluvio in
corso)...sembrava una tradotta di deportati.
Morale: un travaglio. Non prendete mai un autobus notturno della KTS se siete
più alti di un metro e sessanta!!
Comunque, siamo arrivati ad Accra, incredibilmente ancora sani di mente, alle
5,20, dopo le 11 ore di viaggio. E da qui, dopo una breve sosta alla Volu, fino
a Brenu, dove il sonno, che ormai aveva preso il controllo di me stesso, ci
ha regalato qualche scena comica: ultima fila di sedili, un omone nero, io,
la Francy, Bryce. Io che mi addormento dopo 30 nanosecondi, e che mi sento svegliare
dopo un po' dalla Francy, perchè dice che cadendo di lato le ho dato
una testata. E io non mi sono accorto di niente!! Però effettivamente
un po' di dolorino ora che mi aveva svegliato lo sentivo. Sonno pesante?
La cosa si è ripetuta 5 o 6 volte, dopodichè la Francy ha rinunciato
a dormire, e mi teneva a braccetto, per evitare che rovinassi per l'ennesima
volta anche sull'omone nero, che minacciava di fare diventare nero pure me (in
realtà non ha detto nulla)! Quando si dice cascare dal sonno!
Degna conclusione della giornata, dopo un giorno e mezzo di viaggio (dalle 5.30
di domenica alle 15.30 di Lunedì): siamo andati a dormire alle 20,30,
cotti come probabilmente ancora dovevamo essere.
Il resto è storia, e l'ha scritta la Francy.
Solo un promemoria per le visite dei castelli da dove venivano deportati gli
schiavi: ricordarsi di portare un sacco per nascondercisi dentro, quando parli
con la guida, nera, che ti sta spiegando come venivano tenuti i suoi antenati
in attesa della nave del non ritorno.
Comunque, dopo un mese di Ghana, cominciamo ad essere stanchi, anche io. Vorrei
una stanza immacolata, un letto senza la zanzariera sopra, il mio bagno, un
piatto di lasagne, o anche una sottiletta, non dover contrattare di continuo
con tutti, con la paura di essere fregato perchè obroni, un ristorante
che abbia qualcosa di diverso dai soliti piatti, non doversi spruzzare tutti
i giorni alla stessa ora quel troiaio puzzolente del Deet, lavarmi i denti con
l'acqua corrente...
Notte!
Mercoledì 13 Agosto
4 giorni all'alba.
Siamo a Cape Coast in una Guest House con bagno in camera segnalata dalla guida
con un buon rapporto qualità prezzo. Paghiamo 6.20 euro a notte e ormai
si è capito che lo standard è quello che è! Oggi sono anche
riuscita a lavare qualcosa mentre l'acqua andava e veniva! Siamo arrivati qui
prima di pranzo, ci siamo accomodati (?!!?) nella nostra splendida umida camera
e poi siamo andati in cerca di cibo. Il nostro libro ci segnalava la presenza
di una buona mangiatoia nella zona del castello, accanto al ristorante che abbiamo
provato ieri. Arrivati davanti non c'era nessuna segnalazione di nessun ristorante
così siamo tornati al solito. Abbiamo mangiato splendidi spaghetti con
vegetables io e Boloneise Davi, lasciando lì mezza porzione per uno perchè
proprio di questi sapori non se ne può più. Nel mentre, chiaro,
pioveva e faceva freddo.
Usciti ci siamo intrattenuti a parlare con alcuni bancarellisti e artigiani
di fronte al castello. Abbiamo
chiesto per farci costruire il giochino con 8 buchi (ewale) ma ci vuole almeno
una settimana.
Abbiamo continuato la camminata entrando in qualche negozio o edificio perchè
Davi aveva bisogno del bagno (sciolta!!) e tutto mentre ricominciava a piovere.
Mentre cercavamo un cambio diluviava, ci siamo fermati da un benzinaio che ha
attaccato bottone e dentro il suo mart (biscotti!!). Taxi per tornare alla nostra
dimora con il tassista che ha smesso di mangiare apposta per portarci a 500
metri in linea d'aria prendendoci 5000 cedis (per il disturbo!) ! Finito di
lavare ci siamo vestiti e abbiamo cenato sul tetto dell'albergo...indovinate
cosa? Io riso Jollof e rizzati e Davi riso fritto con pollo. Vi assicuro che
non c'era molta scelta. Kenkey, banku? No, grazie, ho smesso!! Tornati giù
era tardi per uscire e domattina si va verso Busua che è un po' lontanuccia.
Doccina fredda e a letto!!
Venerdì 15 Agosto
Ultimi
scampoli di Africa, domattina torniamo ad Accra, e poi via, in Italia.
Sera felice, stasera, abbiamo scoperto due bancarelle
che preparano rispettivamente omelette e wurstel alla griglia. Che esagerato,
direte voi, per qualcosa da mangiare? Sembra, ma invece stiamo davvero sclerando!
Il riso penso che uscirà dalla mia dieta per i prossimi tre secoli, il
Kenkey e company non ci rientreranno mai!
Non ho mai descritto una di queste tipiche bancarelle, che tante volte ci hanno
salvato da una nottata misera tra i crampi della fame. Immaginatevi un banchetto
di legno, carico di uova, pane et similia, con una lanternina ad olio ad illuminare
il tutto, con un fornelletto dove alcuni tizzoni di carbone scaldano la padella.
Terminata la cottura, il tutto ti viene incartato in un pezzo di giornale (che
i primi giorni cerchi di scansare con le peggio scuse tipo "lo mangio subito")
e poi in un sacchetto nero, come tutti i sacchetti del Ghana. Le bancarelle
più intraprendenti hanno una piccola tettoia a coprire il banchetto,
e 2 panche dietro, dove ti puoi accomodare. O sennò, se fanno la carne,
sono solo un piccolo barbecue, con qualche stecco di legno in cui infilare la
carne, che andrà a finire, come le uova, in un giornale e in un sacchetto.
Ecco, questa è la descrizione sommaria dei due salvatori del mio palato,
questa sera.
Saltando di palo in frasca, come chi non aggiorna il diario da un paio di giorni:
ieri sera, una di notte, si comincia a sentire un coretto, sotto l'albergo,
tipo gospel. Dopodichè, chiacchere ad alta voce, confuse, di un sacco
di gente. Ci affacciamo, e un gruppo di una quarantina di persone sta (scopriremo
dopo) pregando.La sequenza era questa: una parlava per un minuto circa, dopodichè
tutti si mettevano a vagare per il gruppo parlando ad alta voce, ad occhi chiusi,
tipo in estasi, per 2-3 minuti. Dopodichè, da capo, inframezzato da alcuni
canti, durante i quali formavano un cerchio tenendosi per mano. Scopriamo il
giorno dopo da un ghanese di Verona (che studia all'università Cattolica
e lavora all'Iveco!!!) che si tratta degli evangelisti, che in determinate occasioni
passano la notte, spostandosi da un punto all'altro, pregando. A noi in realtà
sembrava quasi un rito pagano, tribale, che col cristianesimo avesse poco a
che fare, e invece...
Bene, penso che, per quel che mi riguarda, questo possa essere il mio ultimo
aggiornamento made in Ghana...
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