~ LISBONA ~

5/11 Maggio 2003

Diario di Viaggio

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dal 19 Maggio 2003

 

Al solito, la seguente è la trascrizione completa del diario di viaggio scritto lungo la strada, senza nessuna correzione, quindi in alcuni punti lo potrete trovare un po'...diciamo...scritto male, ma non l'ho voluto modificare in alcun modo. 

Chi volesse leggerselo off-line, lo può scaricare qui.

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6/5 - Martedì
Ok, prima annotazione sul diario di viaggio (anche se è il secondo giorno): saranno notti lunghe e difficili…il letto è un francobollo di dimensioni 1 piazza e mezzo per 185 cm (come fai a dire che è proprio 185? Facile, io sono 1,85 m, e difatti non c’entro!!). Praticamente io sto in diagonale, e la Francy nel triangolo rimasto.
Comunque siamo in quel di Lisbona, dove notoriamente circolano leoni, gazzelle e antilopi, e invece, sapendo che arrivavano degli italiani abituati al freddo (ma de che?! 30 gradi c’erano domenica!) li hanno sostituiti con pinguini e foche! Insomma, tira un vento cane e c’è 12°-18° min-max. E io ho portato tutta roba estiva…strano!
Il viaggio è stato piuttosto tranquillo. Degni di nota:
- la partenza da Peretola con l’A319. Ha dato un’accelerata che sembrava di essere su uno shuttle. Per forza, c’ha due metri di pista ed è un trespolo da 120 posti. Comunque aereo nuovo di zecca.
- I posti in prima classe sul Roma-Lisbona. A quanto pare avevano cambiato la configurazione dell’aereo, e molte poltrone di 1° erano finite in seconda. Mamma come sono comode.
Ancora degni di nota:
- il pasto servito da Alitalia: una cosa immangiabile!
- I ritardi di entrambi gli aerei: 30 minuti il primo, 1 ora il secondo. Ah, la puntualità italiana…
All’arrivo ci hanno accolti lo zio e la zia della Francy, che ci hanno accompagnato dalla già mitica Maria de Jesus, la zia della zia, che ci affitta le camere, una signora sulla sessantina che parla a mitraglia solo in portoghese (che pensavo fosse più simile all’italiano, e invece non si capisce un’acca!). Penso che impareremo molto presto, conversa con noi come se ci si conoscesse da 20 anni e soprattutto come se ci capissimo alla perfezione.
Condividiamo la casa (che è stranissima, un corridoio lunghissimo con da una parte la stanza da pranzo e una camera, e via via il bagno, 2 camere, poi camera sua e la cucina) con una brasileira, con la nonna italiana di Treviso.

…Pausa, perché Maria de Jesus ci ha tenuto una conferenza stampa in portoghese stretto per dirci di non stare tutti sul letto sennò si stronca, che siamo abbronzati, che sembra che si sia stati al mare e che gli stranieri dicono che il mare in Portogallo è bello… tutto ciò in una mezz’ora…

Ieri sera cena in un ristorantino consigliato da Maria, senza infamia e senza lode.

Stamattina sveglia verso le 8,45 (io), colazione, due chiacchiere con la Maria e via alla scoperta di questa città. Direzione, giù verso il mare…ah no, è il fiume…alla faccia!

Percorriamo l’avenida de Libertad, che ci porta verso il Rossio, prima zona di Lisbona che Veduta di Praca Sam pedro dall'Elevator de Alta Justanon sia solo un fiume di macchina. Molto bella la piazza, dove ci si comincia a rendere conto dell’onnipresente piastrellatura che ricopre i marciapiedi, le piazze, le vie…
Una cosa che salta agli occhi è la foltissima presenza di persone di colore, dovuta sicuramente al passato di colonizzatori a Capo Verde, Angola etc.. Fa un po’ Stati Uniti…
Dalla piazza ci addentriamo nel centrale quartiere del Rossio, dove una serie di altoparlanti manda di continuo una musichetta portuguesa. Il quartiere devo dire che è molto carino, e (ma no) anche turistico, si comincia a sentire qualche italiano.
Facciamo la prima spesuccia turistica per salire sull’elevador de Alta Justa, da dove si gode una bella panoramica della zona. Peccato tiri un vento cane, ed abbia addosso tutte e due le uniche felpe che mi sono portato dietro. Le foto cominciano già a sprecarsi… questo giro con la nuova digitale (regalo della Francy).
Da qui cominciamo ad avviarci verso il quartiere dell’Alfama e il castello di S. Jorge.
Via via che ci avviciniamo all’Alfama le stradine diventano più strette e suggestive, tutte in salita e discesa, con scalinate e angolini a strapiombo sulle case del livello sotto.
Direi che passeggiare per l’Alfama è stata la parte più piacevole della giornata; il Rossio è più monumentale e sfarzoso, l’Alfama più genuina.
Stradina in AlfamaSi arriva così al castello di S. Jorge, che regala delle belle vedute sulla città e il Rio Tejo, ma in se stesso non è così eccitante. Ah, una nota pittoresca: si entra in una chiesetta carina prima dell’Alfama (mi sembra si chiami di Sant’Antonio), in cui vediamo incunearsi un’orda di turisti. Una volta riempita, appare il prete. Claro, sarà ora della messa! Si, peccato che sia in ITALIANO per 2 pullman di italiani…come mai mi dà così noia trovare le brancate di italiani quando sono all’estero? Sarà che mi inquinano il posto…boh!
Dal castello decidiamo di farci un giro sulla linea del tram n° 28, consigliato un po’ da tutti (compresa la Lp). In realtà, sarà la quantità di gente che c’è sopra, sarà che devi stare più attento ad arreggerti che a guardare fuori, ma non s’è visto un granché, a parte due simpatici manigoldi che cercavano di mettere le mani nelle tasche dei turisti e che le ritiravano appena li guardavamo. Sono scesi dopo due fermate per disperazione…
Ritorno verso casa per una doccia prima di cena, e poi taxi verso un ristorante verso la zona di Alcantara dove la Fra aveva mangiato 4 anni fa.
…sonno, si continua domani…

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